Stai in campana!

(la campana e' la zona entro cui il giocatore deve essere molto attento, vigile, perche' deve impedire all'avversario di centrare il canestro con il pallone)

A scuola, nell'ora di ginnastica si giocava a pallacanestro. Il mio ruolo ? ovviamente il play, essendo il piu' basso.



I miei contatti:


di Alvaro Costa.
 26 novembre Il presepe lo faccio io

Si avvicina il Natale e, come tradizione vuole, in casa ci vuole una decorazione, un simbolo della Festa che verrà.
In casa Costa è sempre l'albero a farla da padrone, per due motivi: la mia pigrizia e l'entusiasmo di Grazia che preferisce il sempreverde con le palle. Quest'anno però ho deciso di collaborare anche io alla festa senza però invadere lo spazio di mia moglie. E allora la scelta è scontata: il presepe.
Sì perchè di fatto a me piace l'albero con tutti i suoi colori ma è il presepe che mi riempe di gioia.

I ricordi vanno all'infanzia, ai presepi del mio nonno Gino e di mio papà. Quello di mio nonno era spettacolare. L'aveva realizzato con le sue mani, sopra una macchina da cucire di quelle antiche, col pianale dove la macchina rientrava, a scomparsa. Mio nonno aveva costruito un presepe con l'albero di Natale innestato dentro al presepe. Una meraviglia di luci e colori. Ricordo ancora le levette nere applicate su un pannello di legno che azionavano le luci ad intermittenza. Quanto tempo ho passato davanti a quella meraviglia!!! Il mio divertimento preferito era muovere le levette: uno scatto verso l'alto e le luci si accendevano, uno scatto verso il basso e tutto tornava scuro. Non vedevo l'ora che venisse la sera per avere il buio e poter accendere le luci. Da buon milanese, mio nonno ci aveva messo anche il fuoco che scaldava la polenta. Che ricordi. Proprio pensando a quei ricordi ho deciso di fare il presepe perchè anche la nostra piccola Martina potesse godere della sua bellezza.

Ma come realizzarlo ? Qui entra in gioco il presepe di mio papà. Anche lui aveva realizzato un presepe, che montava sul mobile della cucina della vecchia casa dove sono nato e cresciuto. Anche il presepe di mio papà era molto bello, ricordo ancora il profumo del muschio. Muschio vero che era andato a raccogliere nei boschi. Ricordo che il suo presepe era realizzato con del cartone che era tenuto insieme con delle viti color oro.
E allora perchè limitarsi ad un presepe comprato ? Mi son detto: lo devo realizzare anche io con le mie mani. Senza la pretesa di essere bello come quello di mio nonno o quello di mio papà, ma una cosa era certa: lo dovevo realizzare io. E allora, presa la decisione... via! Si parte nell'impresa.

Prima di tutto il cartone. Una puntatina al colorificio per prendere 3 pannelli di cartone grigio, abbastanza grandi: 1,30 metri per 1 metro. Poi il resto dell'occorrente: un taglierino, forbici, scotch biadesivo e infine creatività. Il mio presepe lo volevo su tre livelli: montagne, percorso in discesa e, in basso, la capanna di Gesù. Non è stato facile. Dopo aver tagliato i pezzi li ho assemblati con lo scotch biadesivo. Con Martina (che si è divertita molto) abbiamo preso gli acquarelli e abbiamo colorato il fondo di marroncino. Il cartone di sfondo lo abbiamo colorato di azzurro per fare il cielo. Abbiamo dipinto le stelle e ci siamo divertiti anche a fare qui e là delle stelle cadenti per dare un tocco da fiaba. Infine muschio. Di due colori, uno più scuro, da posizionare nel livello più alto, quello delle montagne, e uno più chiaro per il piano della capanna. Per le statuine ne abbiamo scelte di due dimensioni: quelle più piccole da mettere in lontanza, quelle più grandi in basso, per dare un effetto di profondità e prospettiva. Infine le luci. Wow! L'espressione di Martina ripaga di tutta la fatica (ragazzi si fa fatica, per realizzare tutto questo ci abbiamo messo due giorni pieni e la schiena era a pezzi) Ma qui l'amara sorpresa: il giorno dopo, appena svegli andiamo a vedere il presepe. Qualcosa non ha funzionato. Il piano con la discesa era franato. E le statuine cadute. Tolgo tutto il muschio ed eccolo lì il motivo: il cartone che ho comprato è composto da diversi strati incollati e quindi le strutture che avevo realizzato per assemblare i diversi cartoni, strutture realizzate sempre a mano con lo stesso cartone, si erano scollate e il tutto era franato. Bene, non perdiamci d'animo. Ho bisogno di un altro week end per sistemare il tutto. Era chiaro che il biadesivo non era sufficiente. Ci volevano le viti per tenere fissi i cartoncini. Nuova puntatina dal colorificio. Altro cartone, 25 viti, 25 bulloni, una vite autofilettante per bucare il pezzi che fungono da sostegno e si riparte. Con un'accortezza in più: quella di posizionare le luci prima di mettere il muschio. Il risultato ora è decisamente migliore: una struttura solida che può anche essere riutilizzata gli anni a venire. Io e Martina siamo molto contenti e devo dire che anche Grazia ha apprezzato. Ora abiamo un presepe tutto nostro anche noi.